La sfida
Un treno fermo non è silenzioso. Nei depositi, sui binari di sosta e negli scali gli impianti di climatizzazione e gli ausiliari restano spesso accesi anche di notte, vicino a case e quartieri. A livello europeo si discute se servano valori limite specifici per questo rumore. Per decidere servono prima i numeri: quante persone vivono abbastanza vicino a queste aree da esserne disturbate, e dove.
L'approccio
Lo studio, commissionato dalla UIC nell'ambito del programma NOVITÀ (progetto UIC P000827), copre l'Europa e analizza in dettaglio 12 paesi. Il primo passo è sapere dove sostano davvero i treni: le aree di sosta vengono individuate e verificate su immagini satellitari, con un procedimento assistito dall'intelligenza artificiale. Il secondo passo è incrociare queste aree con griglie di popolazione, per stimare quante persone vivono entro le distanze in cui il rumore dei treni fermi può disturbare.
È un lavoro che unisce le due competenze centrali di TT: l'acustica ambientale e il trattamento di grandi basi dati geografiche.
Il risultato atteso
Lo studio è in corso. Darà alla UIC elementi di fatto per valutare se siano necessari valori limite europei per il rumore dei treni in sosta.
Il ruolo del direttore tecnico
Il direttore tecnico, dott. Ing. RafDouglas C. Tommasi, PhD, è team leader, project manager e responsabile della parte GIS. Il lavoro è svolto senza partner né subappaltatori.